Il MpV è vivo e replica. Lo scontro sulla legge 40 e i “non negoziabili”
Sul Foglio del 16 settembre Francesco Agnoli scrive critiche aspre verso il Movimento per la Vita. Sembra squalificarlo sul versante “pro life” in nome della verità, tutta la verità, e lo commisera, lo dice agonizzante. Prontamente, il sito dei radicali italiani sul Web pubblica, diffonde. Vita contro vita, che cosa ghiotta. Agnoli, che non fa parte del MpV se la prende con la presidenza di Carlo Casini troppo longeva, con gli organi direttivi, e suggerisce di fare le “primarie”.
15 AGO 20

Sul Foglio del 16 settembre Francesco Agnoli scrive critiche aspre verso il Movimento per la Vita. Sembra squalificarlo sul versante “pro life” in nome della verità, tutta la verità, e lo commisera, lo dice agonizzante. Prontamente, il sito dei radicali italiani sul Web pubblica, diffonde. Vita contro vita, che cosa ghiotta. Agnoli, che non fa parte del MpV se la prende con la presidenza di Carlo Casini troppo longeva, con gli organi direttivi, e suggerisce di fare le “primarie”. Ignora, il critico, che nel MpV si fanno non solo le primarie, ma anche le secondarie e le terziarie; che il presidente è eletto da un consiglio direttivo, il quale è eletto da un’assemblea nazionale, i cui membri sono eletti in sede locale, insieme con i presidenti regionali eletti perifericamente. Più democrazia di così. Quei quattro o cinque che Agnoli cita e che non fanno più parte del direttivo del Mpv, non ne fanno più parte semplicemente perché non sono stati più eletti. Saranno insigni, ma non sono stati più eletti. Se hanno fondato un Comitato, dove non è necessario essere eletti, e l’hanno chiamato “verità e vita”, buon per loro; e speriamo sia buono anche per la vita e per la verità; ma non possono pretendere di confondere la gente sul fatto che loro siano la stessa cosa del MpV, o anzi il “vero” MpV.
Circa le critiche personalizzate contro Carlo Casini per la sua partecipazione alla vita politica, solo una malevolenza ottusa può ignorare che proprio per la presenza e l’attività instancabile di questo uomo nel Parlamento italiano e nel Parlamento europeo la difesa della vita ha raggiunto risultati e traguardi che sarebbero parsi insperabili. Un esempio culminante è la formulazione della legge 40 sulla procreazione assistita, che ha posto fine alle pratiche selvagge della provetta. Proprio su alcune sue espressioni la Corte Suprema ha di recente poggiato un importante dictum sulla soggettività giuridica del concepito ancor prima della nascita. Ma è proprio sulla legge 40 che si registra da tempo uno dei punti di violento attacco contro il Mpv da parte del Comitato verità e vita, che vorrebbe cancellata quella legge, quasi fosse compromissione della coscienza e dei valori non negoziabili. Per paradosso, la cancellazione è l’identico obiettivo che i radicali sostennero in sede referendaria, e che la Consulta bocciò dicendo che era “costituzionalmente necessario” l’impianto di una legge protettiva della vita contro gli arbitri della provetta. Similmente quel Comitato rifiuta in radice ogni discorso sulle Dichiarazioni anticipate di trattamento, trascurando che dopo il caso Eluana l’assenza di norme protettive della vita è un silenzio che facilita l’arbitrio.
Qui dunque è il divario profondo: il MpV sente la vocazione ad operare nella storia, nella concretezza quotidiana, nel soccorso reale fino al limite del possibile, nella testimonianza di amore alla persona. In questo si spende, si affatica, investe la speranza, e nelle sue sedi non riempie scaffali e pareti di trattati e di striscioni, ma di storie di vite aiutate, di vite salvate. C’è un fervore di iniziative che coinvolge anche il volontariato giovanile, la formazione di nuove leve, la preparazione culturale, la generosità operosa. Agnoli, che non fa parte del MpV questo non lo sa e non lo vede, e siccome non lo vede dice che non c’è. Eppure la verità, di solito, si scopre andando a vedere, e dopo aver visto, a pensare. Ma venga a vedere Agnoli, anche lui, qualche volta, dopo aver scritto e detto; abbiamo nei nostri centri, invece di centomila parole, centomila foto di centomila bambini salvati.
Giuseppe Anzani, vicepresidente del Movimento per la Vita.